La Finanziaria 2010, pur avendo approvato importanti stanziamenti per l'agricoltura, non ha prorogato il rifinanziamento delle agevolazioni tributarie per il riordino fondiario a favore della piccola proprietà coltivatrice. L’agevolazione fiscale era in vigore dal 1954 e prorogata di anno in anno. “La sua soppressione - sottolinea Confagricoltura - è un fatto che compromette l’ammodernamento delle aziende agricole professionali. La ricomposizione fondiaria è un passo necessario sulla strada della competitività. Bisogna incentivare l’opera degli agricoltori professionali rispetto ad altre categorie di soggetti che si affacciano sul mercato fondiario”. L'agevolazione consisteva nell'applicazione dell'imposta catastale all'1% e dell'imposta di registro e ipotecaria in misura fissa, pari complessivamente a 336 euro. Dal 1° gennaio la tassazione in via ordinaria è pari al 18% del valore dichiarato (15% imposta di registro e 3% imposte ipotecarie e catastali). Al momento resta utilizzabile solo l'istituto del "compendio unico" ad imposta 0 (che è un'agevolazione fiscale dal DLG 99/2004 per l'acquisto di fondi agricoli che impone però una serie di vincoli stringenti. Oppure c'è la strada del DPR 131/1986 che prevede l'applicazione dell'imposta di registro dell'8%, oltre alle imposte ipotecarie e catastali pari al 3% complessivamente. Confagricoltura sollecita il Governo per il rifinanziamento immediato della piccola proprietà ed il definitivo consolidamento della norma all'interno del "Codice agricolo" all'esame delle Commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni.