Autorizzazione alle emissioni in atmosfera In occasione di uno specifico incontro convocato dalla IV Commissione "Attività Produttive" del Consiglio Regionale, Confagricoltura Lombardia e l'Unione Provinciale Agricoltori di Pavia sono state chiamate unitamente alle altre OO.PP.AA. a fornire ai Consiglieri il punto di vista del settore agricolo in merito alle problematiche relative all'autorizzazione alle emissioni in atmosfera ai sensi della Parte V del Testo Unico Ambientale (D.lgs n°152/2006), con particolare riferimento all'essiccazione dei cereali. Le soglie di assoggettamento alle specifiche autorizzazioni e gli adempimenti burocratici e strutturali previsti dal Testo Unico Ambientale e dal corrispondente recepimento regionale risultano infatti scarsamente applicabili al settore agricolo, in quanto evidentemente riferiti ad attività manifatturiere industriali o artigianali che si svolgono regolarmente durante il corso dell'anno. Confagricoltura Lombardia e l'Unione Agricoltori di Pavia hanno ribadito come l'essiccazione agricola si realizzi invece in periodi concentrati non superiori a 20-30 giorni, con una produzione di polveri a basso impatto ambientale poiché costituita da materiali vegetali completamente biodegradabili e localizzata a distanza dai centri abitati. Gli adeguamenti strutturali previsti (essenzialmente l'installazione di filtri) risulterebbero inoltre estremamente onerosi e non economicamente sostenibili nel perseguire gli obiettivi ambientali richiesti di minimizzazione dell'emissione di polveri al di sotto di limiti estremamente stringenti. La IV Commissione ha accolto le argomentazioni esposte e, tramite un suo prossimo autorevole intervento, favorirà la riapertura dei tavoli tecnici regionali coordinati dalle Direzioni Generali Agricoltura e Qualità dell'Ambiente, finalizzati non solo a chiarire la posizione dell'essiccazione agricola, ma anche ad avviare le discussioni relative alle attività zootecniche e alla molitura di cereali. |