Per protestare contro la beffa del maxiemendamento salva-Cobas Agricoltori in piazza Solidarietà trasversale da parte dei politici Il mondo agricolo scende di nuovo in piazza contro il maxiemendamento alla Manovra economica che prelude a grandi sacrifici per tutti i settori agricoli, ma che, approvato di misura, conferma il blocco del pagamento dei prelievi per il superamento delle quote latte. Eppure gli agricoltori, oggi più che mai, vorrebbero potersi dedicare alle proprie aziende, strette da una crisi che pare destinata a durare ancora a lungo. Ma che altro si può fare in un Paese schizofrenico, nel quale la maggioranza sembra essere "ostaggio della Lega Nord", come ha detto Nello Di Nardo del Pd, e la sola certezza è che i furbetti vengono sempre premiati? La promessa fatta ai Cobas da Renzo Bossi, figlio del leader leghista e consigliere regionale è stata rispettata; chi non viene rispettato sono il 98% dei produttori di latte che alle leggi si sono sempre attenuti. Ancora una volta saranno i cittadini a pagare per chi non lo ha fatto e non intende farlo, accampando ora futili scuse, come la verifica del meccanismo delle multe. Che cosa c'è da verificare ancora? C'era la 119, ora c'è la 33, che proprio il ministro leghista Zaia ha varato e che solo le imponenti proteste di Confagricoltura ad Arcore e Gemonio e i sit-in in piazza Montecitorio a Roma hanno fatto in parte modificare... "Provo rabbia, indignazione e delusione: questa norma è un'autentica vergogna", commenta il presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni. E con lui sono tutti d'accordo, a partire dal ministro Galan che non si dimetterà, come ha dichiarato ai microfoni della Rai, per non "darla vinta a chi lo vorrebbe" e per farle pagare, queste benedette multe, almeno alla scadenza di una proroga che pare un preludio alla cancellazione. "Come potremo mai chiedere ai nostri imprenditori di adeguarsi alla Direttiva nitrati e di investire nuovi ingenti capitali - si domanda Bettoni - dopo che ci hanno seguito rispettando le norme, pagando le multe e acquistando quote latte ed ora si vedono sbeffeggiare e si rendono conto che solo i furbi vengono premiati?". La decisione parlamentare ha sconcertato tutti, non solo l'opposizione, e ha scatenato le critiche dalla Ue, con il Commissario Ciolos che preannuncia l'avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, mentre all'interno della maggioranza parlamentare la polemica è rovente e il presidente del Senato, Gianfranco Fini, bolla la vicenda come "l'esempio di malcostume, di una cattiva politica che contrasta con i valori civili dell'Italia europea" e il ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi, ammonisce: "La Commissione europea non accetterà questa dilazione". "La responsabilità politica della Lega Nord è enorme", si legge in un comunicato della delegazione europea del Pdl", mentre Viviana Beccalossi, capogruppo del Pdl in Commissione Agricoltura, fino alla vigilia del voto invitava il presidente del Consiglio Berlusconi, il grande assente, a "non lasciarsi intimorire dalle sirene della Lega". Da De Castro al ministro Frattini, dall'Europa al Parlamento, dalla maggioranza all'opposizione tutti concordi e tutti consapevoli di un Governo "ostaggio della Lega" di fronte a un emendamento che vede il mondo agricolo compatto e non disposto a farsi ancora prendere in giro. Giovedì 22 all'assemblea in programma a Cremona si decideranno le prossime azioni di lotta: questo non è che un inizio. Gli agricoltori non si fermeranno qui. |