Da ‘La Provincia’ di Cremona La crisi suinicola al centro Vertice di Confagricoltura a Mantova sulla suinicoltura per analizzare le difficoltà del settore, col presidente nazionale della sezione suinicola Andrea Cavazzuti, e quello della sezione lombarda Lorenzo Fontanesi. Insieme a loro, il presidente della sezione dell’Emilia Romagna, Sartori, e il direttore del settore economico di Confagricoltura, Franco Postorino. Al centro dell’attenzione, come detto, la pesante crisi del settore; il piano del ministero per il suo rilancio con tutte le difficoltà che ha incontrato, a partire dai criteri di valutazione dei suini per arrivare al problema principale, la quotazione economica, e dunque la Cun, la Commissione unica nazionale. Ma anche l’annuncio, da parte dei vertici di Confagricoltura di settore, della realizzazione di un progetto confederale da presentare al ministero, che tenga conto di tutti gli aspetti evidenziati come negativi corredandoli con opportune proposte migliorative. Nel corso dell’incontro, sono stati presi in esame in particolare le questioni inerenti la genetica, i controlli, la semplificazione burocratica, la condizionalità con tutti i suoi effetti negativi; argomenti sui quali vi è stata una sostanziale convergenza. Sulla genetica che deve tornare ad essere la base per la produzione di un suino italiano finalizzato alla produzione di prosciutti; sui controlli al macello che devono essere garanti di serietà e qualità dei prodotti di base, in particolare ricorrendo all’etichettatura volontaria, viste le pastoie burocratiche per riuscire ad ottenere quella obbligatoria. Per la condizionalità l’accento è stato posta sulla doppia penalizzazione che grava su chi viene colto in infrazione: una che decurta i contributi Pac e una che colpisce il produttore come sanzione in sé. Ma la discussione ha avuto il suo clou affrontando il tema della Commissione unica nazionale per la quotazione dei suini. La Cun è stata introdotta dal ministero in accordo con i principali organi di rappresentanza dei diversi settori della filiera suinicola. Il fine era di evitare i sempre più frequenti ricorsi ai ‘non quotati’ che si verificavano nelle tre principali commissioni provinciali: Mantova, Milano e Modena. Dopo un avvio stentato la Cun, con l’apporto di alcuni correttivi, ha iniziato a funzionare. Bene secondo alcuni, molto meno bene secondo altri. E’ comunque molto discussa. Dunque il problema delle quotazioni non è ancora stato risolto complessivamente, dal momento che dapprima si sono verificati ugualmente dei bollettini con diversi ‘non quotato’ e poi, dopo modifiche ai regolamenti, con quotazioni ‘forzate’ non coerenti con i mercati e con le attese dei produttori. Insomma l’argomento è ancora molto aperto, e comprende la proposta di trasferire la sede della Cun a Mantova, dove andrebbe a sostituire il locale mercato settimanale. |