Pubblichiamo un estratto di un’intervista al ministro Giancarlo Galan comparsa su ‘Il giornale di Brescia’ di martedì 6 luglio 2010 Quote latte: una storia infinita e senza soluzione Dopo il 2015 nuovi sistemi per equilibrare le produzioni; il mercato non sarà liberalizzato completamente Proroga del termine di pagamento delle multe sulle quote latte: è utile, per meglio comprendere le posizioni espresse dal ministro Galan, riprendere alcune sue dichiarazioni apparse in un’intervista pubblicata dal Giornale di Brescia di martedì 6 luglio, di cui pubblichiamo un estratto. Lo scorso anno, il suo predecessore, Luca Zaia, dopo l’approvazione della contestatissima legge 33, dichiarò che il problema delle quote latte apparteneva all’album dei ricordi. “E infatti aveva ragione. Dopo una lunghissima trattativa con l’Europa, siamo riusciti ad ottenere un’importante dilazione dei pagamenti, a patto che i debiti fossero riconosciuti e gli accordi sottoscritti. Ora però chi ha pendenza nei confronti dello Stato deve risolvere una volta per tutte la propria posizione, saldando i debiti. Non si può pensare, infatti, che le multe causate da pochi siano pagate da tutti i cittadini con la fiscalità ordinaria. Certo, non possiamo dimenticare come è nato questo problema. Già, come siamo arrivati a questo punto? Quando l’Europa ha deciso di introdurre il regime di contingentamento della produzione di latte, all’Italia fu assegnata una quota inferiore rispetto a quanto effettivamente prodotto, perché molti non denunciavano tutto ciò che usciva dalle aziende. E il ministro di allora disse: andate avanti a produrre così, tanto le multe non le pagheremo. Da allora, si sono moltiplicate le richieste di deroghe, in Europa e in Italia. Ma il tempo delle deroghe è finito, e chi è indebitato con lo Stato deve pagare. Certo, c’è una grande responsabilità del mondo politico, che troppo spesso ha considerato l’agricoltura come una fabbrica di voti (…) Gli allevatori italiani che in passato hanno investito acquistando le quote latte hanno molti timori per il futuro. Cosa accadrà dopo il 2015, quando il sistema europeo andrà definitivamente in pensione? Gli agricoltori possono stare tranquilli, perché dopo il 2015 saranno individuati altri sistemi per equilibrare le produzioni. È evidente che il mercato del latte non potrà essere completamente liberalizzato. Voglio però aggiungere che, quando ci presentiamo in Europa per negoziare, dobbiamo avere la coscienza a posto: il governo non deve mai mancare agli incontri internazionali, le sanzioni devono essere pagate fino in fondo e i soldi che l’Europa destina all’Italia devono essere utilizzati. Ottenere finanziamenti e non farli fruttare è un grave misfatto. Nella stessa intervista, il ministro Giancarlo Galan ha poi affrontato altri temi di particolare urgenza per il comparto lattiero caseario e per il settore agricolo nel suo complesso. Riportiamo quindi alcuni passaggi relativi al prezzo del latte, alla burocrazia e agli Ogm. (…)per ora non è stato raggiunto alcun accordo per il prezzo del latte alla stalla e gli allevatori chiedono un aumento proprio in relazione all’andamento del mercato. E fanno bene, io sono con loro. Il problema è che, nel lungo percorso dal campo alla tavola, gli attori più penalizzati sono il primo e l’ultimo: l’agricoltore e il consumatore. E come si combatte questa situazione? Questo è il problema dei problemi e non è facile individuare soluzioni e metterle in pratica. Credo però che ci siano due obiettivi da raggiungere: accorciare la filiera ed etichettare i prodotti agricoli, mettendo il consumatore finale nelle condizioni di conoscere la provenienza di quello che mangia. Solo così gli agricoltori italiani potranno vedere riconosciuta la qualità dei propri prodotti e spuntare un prezzo all’origine più alto rispetto ai concorrenti europei. Solo così si può difendere il made in Italy agroalimentare (…) Recentemente, le organizzazioni che rappresentano i produttori agricoli si sono lamentate per l’eccessivo carico burocratico che grava sulle aziende, con costi enormi e perdite di tempo che incidono negativamente nei bilanci. Cosa sta facendo il ministero? Si tratta di un problema molto grave, cui ho cercato di rispondere anche quando ero alla presidenza della Regione Veneto. Su questo punto prometto il massimo dell’impegno nei prossimi mesi: segnalatemi le pratiche che possono essere eliminate e sostituite con un’autocertificazione, e io lo farò. Sull’introduzione degli Ogm in Italia esistono pareri discordanti Lei cosa ne pensa? Le Regioni hanno il compito di stabilire le misure che permettono di far coesistere le colture tradizionali e quelle Ogm, avviando quindi le necessarie sperimentazioni. |