Con il rinnovo del Consiglio di amministrazione dell’Associazione Produttori Latte I delegati Upa escono dall’Apl Alla base della decisione bilanci in perdita e scarse attività Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione dell'Associazione Produttori Latte ha registrato la fuoriuscita di tutti i delegati dell'Unione Provinciale Agricoltori, che non concordano più con l'attuale gestione. Questa infatti da diversi anni registra bilanci in perdita e l'erosione di un consistente fondo di accantonamento delle quote associative. La decisione era nell'aria dopo che Coldiretti e Unione Agricoltori (la Cia non ha mai partecipato all'Apl) avevano scritto nei mesi scorsi al presidente dell'associazione Germano Pè invitandolo a procedere allo scioglimento dell'Associazione e a destinare il fondo di accantonamento ad un progetto di valorizzazione del latte promosso in sinergia con il Centro Miglioramento Latte. Tanto più che il mandato del precedente consiglio di amministrazione era stato prorogato tout-court per dare seguito all'atto di revoca dell'associazione emesso nel 2006 dalla Regione Lombardia. Tuttavia le lettere di Ettore Prandini e di Francesco Bettoni, non hanno avuto seguito, salvo che stilando il bilancio di previsione 2010 si è deciso di destinare al centro 90 mila euro dei 700 ancora in essere nel fondo dell'Associazione di via Dalmazia. "Quella di stare fuori dall'Apl è stata una decisione non facile, ma necessaria - conferma Luigi Barbieri vicepresidente dell'Unione Agricoltori -: inizialmente avevamo pensato di continuare a partecipare come minoranza al consiglio di amministrazione, ma solo a determinate condizioni. Ovvero che si utilizzasse l'intero patrimonio, che tra l'altro è di tutti gli allevatori che hanno pagato le quote associative in questi anni (oggi le quote sono state portate a zero), per progetti concreti di valorizzazione del latte. Anche perché oggi l'Apl non svolge alcuna rilevante attività che giustifichi l'approvazione costante di bilanci in perdita per più di 88 mila euro. Se non si interviene si assisterà all'azzeramento totale del patrimonio. Che cosa succederà ora? A questo punto la prima cosa che faremo è offrire la disponibilità dell'Unione Agricoltori ad ospitare in maniera gratuita la sede dell'Apl e la relativa gestione amministrativa. Dopo di che insisteremo, mi auguro con il sostegno convinto di Coldiretti, per sciogliere l'Apl prima che ci sia un ulteriore depauperamento del patrimonio, considerato che le finalità con le quali erano sorte negli anni passati tutte le associazioni produttori latte sono venute a mancare e che gli allevatori bresciani non hanno bisogno dell'ennesimo ente improduttivo". |