Alluvioni di maggio ‘Maltempo, 13 miliardi i danni’ La prima a muoversi per chiedere lo stato di calamità, dopo il nubifragio che all'inizio dello scorso mese di maggio aveva messo in ginocchio le colture dell'intero Cremonese, era stata la Libera Associazione Agricoltori. I campi allagati in tutta la provincia, e i danni ovunque ma soprattutto nel Casalasco, avevano spinto il presidente Antonio Piva ad inviare subito la richiesta al prefetto Tancredi Bruno di Clarafond:"Le piogge violente - aveva spiegato Piva - hanno ulteriormente aggravato una situazione che, a causa di una primavera piuttosto anomala, era già decisamente penalizzante per il settore, con agricoltori che hanno potuto seminare solo in parte le loro proprietà o, in alcuni casi, non hanno proprio potuto farlo. E' emergenza e abbiamo forti apprensioni". La tempestività della Libera è stata premiata. Ieri, per i danni allora riportati soprattutto dal mais appena seminato ma anche da pomodoro, erba medica, loietto e cereali in genere, la giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, GiulioDe Capitani, ha approvato la richiesta al ministero per le Politiche Agricole dello stato di calamità. I Comuni coinvolti sono Cremona, Annicco, Ca' Andrea, Calvatone, Casalbuttano, Casalmaggiore, Casteldidone, Cella Dati, Cingia de' Botti, Corte de' Cortesi con Cignone, Corte de' Frati, Derovere, Drizzona, Grontardo, Gussola, Isola Dovarese, Malagnino, Martignana Po, Olmeneta, Paterno Ponchielli, Persico Dosimo, Pessina Cremonese, Pieve D'Olmi, Pieve San Giacomo, Pizzighettone, Pozzaglio, Rivarolo del Re, Robecco d'Oglio, San Daniele Po, San Martino del Lago, Sesto, Solarolo Rainerio, Stagno Lombardo, Tornata, Torre de' Picenardi, Vescovato e Voltido. "Le forti piogge - spiega l'assessore De Capitani-sono state monitorate dalle nostre realtà territoriali che hanno documentato danni per oltre 13 milioni di euro a carico delle infrastrutture irrigue e di bonifica al servizio dell'agricoltura". Ora le richieste di riconoscimento dello stato di calamità approderanno sul tavolo del Ministero. "Sono certo - prosegue De Capitani-che si possa riconoscere la fondatezza della nostra richiesta, così che le realtà produttive lombarde possano sanare i danni subiti e ripartire nella piena operatività". Una volta che il Ministero avrà riconosciuto lo stato di calamità, attraverso la Gazzetta Ufficiale, ci saranno 45 giorni di tempo per presentare, da parte delle realtà interessate, le domande per ottenere i contributi. E sul tavolo, c'è un'ulteriore richiesta di stato di calamità: quella presentata, sempre dalla Libera Associazione Agricoltori, per il maltempo di metà giugno. |