In breve IL MERCATO DEL FRUMENTO DURO NAZIONALE (giugno 2010) In attesa dell'avvio della nuova campagna di commercializzazione 2010/11, le ultime quotazioni del vecchio raccolto di frumento duro hanno evidenziato una lieve crescita nella prima metà di giugno. Nella seconda parte del mese, invece, nella maggior parte dei listini nazionali sono prevalsi i "non quotato". Rispetto all'ultima rilevazione di maggio, il prezzo franco arrivo del frumento duro fino sulla piazza di Milano ha messo a segno un incremento di 4 e/t, attestandosi nella seconda rilevazione mensile, e ultima della campagna 2009/10, tra i 174 e/t e i 176 e/t. Il prezzo della stessa varietà quotata sulla piazza di Bologna è rimasta invariata tra i 166 e/t e i 170 e/t. Per quanto riguarda il nuovo prodotto, le prime quotazioni sulla piazza di Foggia hanno mostrato un andamento al rialzo, con il prezzo del duro fino che nell'ultima rilevazione di giugno si è attestato tra i 165 e/t e i 170 e/t, ovvero 15 e/t in più rispetto all'ultima rilevazione della campagna 2009/10. Le prime informazioni provenienti dalle operazioni di trebbiatura al Sud indicherebbero una produzione 2010 contraddistinta da un buon peso ettolitrico (in certe zone della Sicilia anche superiore ad 80 kg/hl) ma basso contenuto proteico. A livello quantitativo, le stime del Copa-Cogeca, l'associazione degli agricoltori e delle cooperative agricole europee, indicano una produzione che in Italia dovrebbe attestarsi sui 3,5 milioni di tonnellate (-3% rispetto al dato Copa-Cogeca 2009). Leggermente più elevata la stima del Coceral, secondo cui la produzione raggiungerebbe i 3,6 milioni di tonnellate (-5% rispetto al dato Coceral 2009). IL MERCATO CEREALICOLO INTERNAZIONALE (giugno 2010) Il mercato cerealicolo internazionale ha evidenziato nella prima parte di giugno un andamento al ribasso delle quotazioni, causato principalmente dalla correzione verso l'alto delle previsioni sui nuovi raccolti. Nel prosieguo, tuttavia, le preoccupazioni per i possibili danni alle colture in Canada e nell'UE a causa del maltempo hanno contribuito ad un rialzo dei prezzi, eccezion fatta per le quotazioni dei cereali provenienti dal Mar Nero. Le stime contenute nel report dell'International Grains Council (IGC) di giugno hanno indicato che la produzione cerealicola mondiale dovrebbe attestarsi a 1,77 miliardi di tonnellate, in linea con la produzione record della campagna 2009/10, quando si raggiunsero 1,78 miliardi di tonnellate. Per quanto riguarda i consumi, si stima una crescita dagli 1,76 miliardi di tonnellate della scorsa annata agli 1,78 dell'attuale, dovuta all'incremento nell'utilizzo del mais per la produzione di bioetanolo. In relazione ai consumi, l'aumento dei consumi di carne farà crescere quello dei cereali ad uso zootecnico, attesi ad un livello record di 755 milioni di tonnellate. Concentrando l'attenzione sul mercato europeo, le stime fornite dal Copa-Cogeca mettono in evidenza una produzione di cereali nell'UE-27 che dovrebbe attestarsi sui 286 milioni di tonnellate, in flessione dell'1,3% rispetto alla campagna 2009/10. Calo che potrebbe essere più consistente a causa della siccità riscontrata in Spagna e delle forti piogge nell'Europa dell'est. Tra i principali cereali, l'unico a registrare una crescita dei volumi dovrebbe essere il grano tenero (+3,3% rispetto al 2009/10), con una produzione di 133 milioni di tonnellate circa. Per il frumento duro è attesa una contrazione del 7,3%, con il raccolto che nell'UE-27 dovrebbe attestarsi poco sotto gli 8 milioni di tonnellate. Tra i principali paesi produttori, a fronte dell'aumento che si registrerebbe in Francia (+11% e produzione attestata sui 2,33 milioni di tonnellate), si rileverebbe una riduzione sia in Grecia (-19%, con una produzione a 1,03 milioni di tonnellate) che, soprattutto, in Spagna (-39,5%, con una produzione a 810mila tonnellate), dove le rese scenderebbero dai 2,6 t/ha del 2009/10 agli attuali 1,7 t/ha. |