Importante convegno a Cremona organizzato dalla locale Camera di Commercio con la partecipazione del presidente Mario Vigo Europa e globalizzazione: i rischi e le opportunità Mercato europeo e dimensione globale; rischi ed opportunità per la piccola e media impresa italiana "Europa e globalizzazione - mercato europeo e dimensione globale; rischi ed opportunità per la piccola e media impresa italiana". E' stato questo il titolo del Seminario organizzato di recente a Cremona dalla locale Camera di Commercio. Parterre di grande livello per l'incontro, visto che fra i relatori sono stati annoverati, oltre al Presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio, anche il sindaco Oreste Perri e, fra gli interventi, il Vice Ministro per il Commercio Internazionale Adolfo Urso; l'europarlamentare Cristiana Muscardini; il direttore della sede di Confindustria di Bruxelles Gianfranco dell'Alba; Filippo Scammacca della Direzione generale cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri; Renzo Tomellini della Dg ricerca e Sviluppo della Commissione Europea; Gloria Targetti del dipartimento promozione e marketing della Simest ed Irene Nicoletta De Bona assessore al commercio del Comune di Cremona. In rappresentanza del mondo agricolo è stato chiamato Mario Vigo, Presidente di Confagricoltura Milano e Lodi e Vicepresidente Confederale. Nell'introduzione della Sua relazione Vigo, prima di parlare di mercato e globalizzazione, ha tenuto a sottolineare due aspetti di estrema attualità per il mondo agricolo ma, soprattutto, per il mondo economico in generale. "Il settore del latte innanzitutto - ha detto Vigo - riempie di polemiche questi giorni vista l'approvazione, da parte della Commissione Bilancio del Senato, dell'emendamento che dispone la sospensione fino al 31 dicembre del pagamento della rata delle multe latte per i produttori che hanno aderito alla rateizzazione prevista dalla legge. Noi - ha detto Vigo - siamo a fianco del Ministro Galan e lo sollecitiamo a mantenere quelle posizioni di fermezza e rispetto della legge che ha già avuto modo di illustrare pubblicamente". Fatta questa doverosa premessa Vigo ha poi affrontato il tema della Finanziaria e delle implicazioni che comporta, vista anche la costante e perdurante crisi. Vigo ha inanellato una serie di distinguo, rispetto alla manovra proposta dal Governo, che si possono riassumere nell'idea di Confagricoltura nazionale: sarebbero stati più opportuni provvedimenti di tagli specifici piuttosto che generici. "Avremmo preferito una manovra con tagli orizzontali mirati e soprattutto la soluzione di problemi urgenti per le nostre imprese. Invece - ha detto Vigo - si è perso tempo con una questione, quella delle "quote latte", che è un problema di pochi soggetti e che ci mette in difficoltà con l'Unione Europea. Perché - lo abbiamo già visto sulla nostra pelle - è la Ue che decide". Il Presidente degli imprenditori agricoli di Milano e Lodi ha poi posto l'accento sulla situazione agricola: il Valore aggiunto è in calo: dal 2004 perde oltre 7 punti, pari a 2 miliardi di euro su base annua (da 30 a 28 miliardi di euro a prezzi costanti); il reddito degli agricoltori è in calo: è stato perso il 21% dal 2008 al 2009; pochi Paesi in Europa hanno avuto performance peggiori; il calo dell'Ue a 27 è stato pari all'11,6%. I prezzi agricoli all'origine sono sempre in contrazione: l'ultima rilevazione Ismea evidenzia un calo del 4,5% rispetto allo scorso anno; anche i costi scendono ma ad un tasso decisamente inferiore (-1,5% a marzo 2010 rispetto a marzo 2009). "E poi c'è l'abolizione degli Enti con in testa l'Ense: non un carrozzone ma uno strumento di valorizzazione del territorio dove, oltretutto - ha specificato Vigo - le entrate di mercato coprono le spese. In tutta questa panoramica, c'è da annoverare un aspetto positivo ed è l'export dell'agroalimentare. L' Europa è leader ed esporta per 1925 miliardi di dollari (la Cina è seconda) ed importa per 2282 miliardi di dollari (secondi gli Usa con 2169). Ciò nonostante l'Europa stessa ha attuato una politica di massicce concessioni commerciali e la politica agricola è orientata verso strumenti che non privilegiano la produttività. In Italia nel primo trimestre 2010 le esportazioni sono aumentate in valore del 10% (i prodotti freschi del 13%); l'export complessivo si è fermato ad un aumento del 9,2%. Globalizzazione significa, quindi, anche opportunità soprattutto pensando che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di oltre 9 miliardi di persone: si dovrà produrre 1 milione di tonnellate di cereali in più e 233 milioni di carne in più rispetto alle attuali performance. Ecco perché - ha sottolineato Vigo - noi abbiamo un approccio positivo verso la sperimentazione degli ogm, una chance per sfamare il mondo visto che le terre arabili continuano a diminuire. Ci sono, poi, a livello nazionale, dei problemi legislativi perché, ad esempio, servirebbero provvedimenti più specifici per attrarre buyers europei e mondiali verso i nostri mercati. Ed ancora. Come Confagricoltura siamo contrari allo smantellamento dell'Ice; noi siamo a fianco del vice Ministro Urso nella sua battaglia per mantenere questa istituzione. Se poi vogliamo ragionare in termini europei, per sfondare maggiormente sui mercati planetari, allora dobbiamo rimarcare come le necessità siano di una politica con meno vincoli - ad esempio la direttiva nitrati o le norme sul benessere animale - ed una Pac più efficace: ciò significa tener in debito conto, per il dopo 2013, le esigenze delle imprese, tarando investimenti (vedasi Piano di Sviluppo Rurale) focalizzati alle imprese. Alle aziende agricole - ha concluso Vigo - serve una politica europea di apertura bilanciata e non contrastata, visto che poi ci troviamo a dover controbattere posizioni come quella, tanto per fare un esempio, del Brasile dove i produttori di vino italiano hanno trovato barriere - tariffarie e non - molto pesanti. |