Se ne parla con l’Assessorato all’Agricoltura della provincia di Milano in una riunione del Tavolo promosso dall’assessore Agnelli Tem, è necessaria maggiore chiarezza sull’impatto Ad inizio luglio, presso la sede dell'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Milano, si è riunito il Tavolo promosso dall'Assessore Agnelli per valutare l'impatto che TEM (la Tangenziale est Esterna di Milano) e le opere complementari avranno sul territorio agricolo e sulla vitalità delle imprese insediate. Per Confagricoltura Milano e Lodi era presente il funzionario Roberto Magagna, che ha apprezzato il lavoro portato avanti dall'Assessorato volto ad avere una cognizione dell'opera il cui progetto definitivo doveva essere approvato a primavera, secondo il cronoprogramma illustrato da TEM, oggetto d'ulteriori approfondimenti e verifiche. Tutto questo lascia intendere l'esistenza di criticità di diverso ordine, di cui sfuggono i contenuti, che si possono solo presupporre. Certo è che un'eventuale pubblicazione nel periodo feriale del progetto definitivo lascerebbe poco tempo per formulare le osservazioni di merito da parte dei proprietari, una volta edotti del tracciato e dei terreni oggetto d'esproprio, mitigazione ambientale, occupazione e servitù. Infatti, se si conosce l'entità del tracciato principale, ben poco si sa delle opere compensative, delle cave di prestito e di ogni altra necessità progettuale. Nel merito gli uffici dell'Assessore concordano sulla necessità di confrontarsi con TEM per capirne l'esatta portata. Magagna ha condiviso l'impostazione che l'Assessorato intende promuovere, volta ad avere un quadro più preciso sulla trasformazione di un territorio agricolo, che per effetto della realizzazione della TEM e della BreBeMi potrebbe perdere gran parte della suo vocazionalità, con un forte ridimensionamento delle imprese agricole oggi esistenti. Questo ridimensionamento aziendale, ha aggiunto Magagna, potrebbe essere aggravato dai tempi e dalle modalità con cui si perverrà alla determinazione delle indennità di esproprio; che assolutamente non devono ricalcare quelle di BreBeMi. Non si tratta di sconfessare il protocollo d'intesa sottoscritto, ma di correggerne le distorsioni che non consentono di quantificare l'effettivo danno perpetrato alle imprese. Procedendo ogni qual volta in tempi diversi senza avere la possibilità di inquadrare la portata complessiva dei singoli interventi (esproprio, occupazione, servitù, ecc) si perde e si vuol far perdere l'effettiva cognizione del danno provocato alle imprese e soprattutto l'esatta quantificazione del danno subito, che non può essere ridotto alla somma indipendente di mere moltiplicazioni delle superfici sottratte di volta in volta per un VAM rettificato secondo circostanza. |