In breve oIl mercato internazionale dei cereali Le stime diffuse dall'International Grains Council (IGC) nel proprio report di gennaio hanno evidenziato una produzione mondiale di frumento che dovrebbe attestarsi sui 674 milioni di tonnellate, pari al 2% in meno rispetto alla campagna record 2008/09. Tra le principali aree produttive, l'Unione Europea farebbe registrare una produzione complessiva pari a circa 143 milioni di tonnellate, in calo dell'8% rispetto alla scorsa campagna. Russia, Kazakhstan e Ucraina raggiungerebbero complessivamente i 98 milioni di tonnellate, ovvero circa il 4% in meno di quanto prodotto nel 2008/09. Tale contrazione è ascrivibile principalmente al calo rilevato per la produzione ucraina, scesa da 26 milioni di tonnellate a 20 milioni. Anche in Nord America, altra area fondamentale di produzione ed esportazione, le stime IGC indicano una flessione, con la produzione che dovrebbe scendere dai 100 milioni di tonnellate della campagna 2008/09 ai circa 90 milioni dell'attuale, a causa soprattutto dal calo di circa 8 milioni di tonnellate riscontrato negli Usa. Per quanto riguarda il mais, la produzione mondiale dovrebbe invece rimanere in linea con il dato della scorsa campagna, 790 milioni di tonnellate circa. A livello europeo la produzione di mais subirebbe una contrazione, attestandosi sui 67 milioni di tonnellate (-9% rispetto alla campagna 2008/09). Secondo le stime IGC, particolarmente forte sarebbe la flessione rilevata per l'Italia, la cui produzione raggiungerebbe gli 8,3 milioni di tonnellate, il 20% in meno della scorsa annata. In calo anche la produzione francese (15 milioni di tonnellate; -6%) e ungherese (7,5 milioni di tonnellate; -15%). Forte incremento è previsto invece per la produzione maidicola statunitense, stimata pari a oltre 330 milioni di tonnellate (+9%). I consumi sono stimati pari ad oltre 800 milioni di tonnellate, in crescita del 3% rispetto alla scorsa campagna 2008/09, trainati dalla crescita di Stati Uniti e Cina. oIl mercato del frumento duro nazionale Il mercato nazionale del frumento duro si è contraddistinto nell'ultimo bimestre del 2009 per una fase di sostanziale calma, sia sotto il profilo dell'andamento dei prezzi all'ingrosso che dal punto di vista degli scambi, ulteriormente accentuata dalla pausa per le festività di fine anno. Le prime rilevazioni di gennaio sono tornate invece a mettere in evidenza un andamento flessivo delle quotazioni. I prezzi sia a novembre che a dicembre si sono mantenuti mediamente sulla soglia dei 185 e/t franco partenza per il frumento duro fino, sino a scendere sui 165 e/t per le varietà mercantili. A incidere maggiormente sulla stagnazione del mercato e sulla stabilità delle quotazioni è stata la bassa richiesta proveniente dall'industria di trasformazione, a cui ha continuato a contrapporsi un'offerta ampia, accresciuta ulteriormente dall'afflusso di prodotto extra-UE, proveniente principalmente da Canada e Stati Uniti. L'afflusso di prodotto estero sul mercato italiano ha continuato a beneficiare anche del forte apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro. Rispetto alla precedente campagna, a dicembre il prezzo del frumento duro fino ha messo in evidenza una variazione negativa del 10%, migliorando di circa 20 punti percentuali rispetto a quanto rilevato ad ottobre. Tale miglioramento è stato determinato dall'effetto base favorevole, conseguenza della caduta dei prezzi che si riscontrava sul mercato nel secondo semestre del 2008. Alla ripresa dell'attività dopo le festività natalizie, i prezzi sono tornati invece ad assumere un andamento negativo, tornando su livelli che si registravano durante i primi mesi del 2006, sotto la spinta di un'offerta che si è mantenuta decisamente superiore alla domanda. |