Forti preoccupazioni nel mondo della zootecnia per l’attuazione del Piano Nazionale Residui Una ‘moratoria’ in attesa di chiarimenti Il direttore Feroldi ha scritto in questo senso al direttore sanitario dell’Asl, Vassallo L'attuazione del Piano Nazionale Residui e dell'ulteriore Extrapiano, che verificano la conformità dei residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui fissati dalla normativa comunitaria, è fonte di preoccupazione per il settore zootecnico bresciano: i dati dimostrano infatti come sia emersa la non conformità per oltre il 70% delle campionature per la ricerca dei cortisonici. Di queste preoccupazioni si è fatta portavoce l'Unione Provinciale Agricoltori il cui direttore, Annibale Feroldi, ha scritto a Francesco Vassallo, direttore sanitario dell'Asl di Brescia. "Va fatto notare -dice Feroldi- che l'elevata percentuale di positività è stata principalmente riscontrata su una precisa categoria di animali ed in particolare sulle vacche a fine carriera, tipologia di animali per cui non sussiste alcuna motivazione di carattere economico che giustifichi un trattamento farmacologico". L'assenza di trattamenti è stata peraltro confermata dagli allevatori e verificata dai sopralluoghi negli allevamenti. L'alta percentuale di positività ha indotto intanto tutti i soggetti attivi coinvolti nel Piano Nazionale Residui ad istituire un tavolo tecnico per una verifica puntuale di tutte le procedure attuate evidenziando dopo accurato controllo un ragionevole dubbio sull'origine della sostanza rilevata. E si è avviata una sperimentazione per accertare la possibile natura endogena della sostanza. Feroldi sottolinea come i procedimenti di carattere sanitario attivati nei confronti delle imprese agricole comportino una serie di gravi conseguenze di carattere economico e sanzionatorio: al di là delle spese vive sostenute immediatamente dall'allevatore (l solo costo di revisione delle analisi ammonta a euro 900,00!), si innescano ricadute in termini di sanzioni amministrative e penali, di riduzione dei contributi Pac e di automatica esclusione delle aziende che volontariamente hanno aderito a consorzi di tutela. In considerazione delle perplessità manifestate, anche e soprattutto dal mondo scientifico, sulla vera natura del fenomeno e visto il difficile momento economico, Feroldi chiede al direttore sanitario dell'Asl di valutare l'opportunità di un 'congelamento' dei procedimenti amministrativi in atto in attesa di un definitivo chiarimento nel merito. |