E’ partita da Cremona la grande mobilitazione generale di Confagricoltura Lombardia 3.000 in piazza contro la crisi Bettoni: ‘funerale’ simbolico che nessuno di noi vuole "No agricoltura, no economia"; "Prezzi giù, costi su: non resistiamo più"; "La morte dell'agricoltura per decreto"; "L'agricoltura chiama, la politica non risponde". Con questi slogan gli agricoltori lombardi guidati dal presidente di Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni e da quello nazionale, Federico Vecchioni, hanno sfilato in corteo con una fiaccolata per celebrare simbolicamente il funerale dell'agricoltura. Un gesto quasi scaramantico, oltre che una provocazione: gli imprenditori agricoli, infatti, non sono certo rassegnati a veder morire le proprie aziende insieme al settore primario: è il mondo politico che questo funerale sembra averlo quasi programmato. Gli agricoltori, invece, sono pronti a battersi con forza per la sopravvivenza del settore, anche se in piazza i trattori sono entrati in retromarcia, a voler significare come si cerchi di far procedere all'indietro l'intero settore. "Da qui inizia un lungo percorso che ci porterà fino a Roma - ha ribadito Bettoni - se nelle prossime settimane la situazione non cambierà. Da qui si è innescata una scintilla che dimostra come l'agricoltura sia un settore vivo e vitale: se il mondo agricolo muore, muore l'intero Paese. Non lo permetteremo e l'agricoltura lombarda è in prima fila in questa battaglia". "Ci vogliono far passare dalla nicchia al loculo. Ma noi abbiamo l'orgoglio dell'impresa, della libertà di produrre e di creare occupazione e abbiamo il coraggio di dire, che l'agricoltura italiana rappresenta l'identità del nostro Paese e faremo risorgere l'agricoltura italiana, che deve essere rimessa al centro dell'economia". Con queste parole il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha chiuso nella centralissima piazza Stradivari di Cremona la grande manifestazione che ha aperto ufficialmente la mobilitazione di Confagricoltura Lombardia contro la crisi del settore. "L'agricoltura è in uno stato di sofferenza e la politica è indifferente - ha aggiunto il presidente della Libera Associazione Agricoltori di Cremona, Antonio Piva -. Noi non vogliamo elemosine, non abbiamo bisogno di carità, ma rivendichiamo la dignità di imprenditori e il giusto guadagno per le nostre imprese". åContinua a pagina 2 |