Una crisi durissima e senza precedenti che interessa tutti i comparti produttivi analizzata dal presidente di Confagricoltura Lombardia ‘‘Chiediamo al Governo fatti concreti e non promesse’’ Venerdì 23 ottobre, con un corteo e una fiaccolata, Confagricoltura Lombardia ha celebrato simbolicamente il funerale dell'agricoltura. Un gesto quasi scaramantico, oltre che una provocazione: gli imprenditori agricoli, infatti, non sono certo rassegnati a veder morire le proprie aziende insieme al settore primario: è il mondo politico che questo funerale sembra averlo quasi programmato. Gli agricoltori, invece, sono pronti a battersi con forza per la sopravvivenza del settore. La crisi è durissima ed è lungi dall'essersi conclusa: ha coinvolto tutti i comparti dell'economia e non ha risparmiato nessun settore dell'agricoltura che -per la prima volta dal dopoguerra- vede in difficoltà tutte le aree produttive, nessuna esclusa, dalla zootecnia da latte e da carne, alla cerealicoltura, alla vitivinicoltura, al florovivaismo, all'ortofrutta, alle produzioni più innovative. L'etichettatura dei prodotti all'origine e la tracciabilità rappresentano senza dubbio elementi positivi per concretizzare un rapporto più trasparente e di maggiore fiducia con il consumatore finale. Inutile, però, illudersi che provvedimenti come questi possano in qualche modo contribuire alla soluzione di una crisi ormai strutturale e che necessita di interventi urgenti, mirati e concreti, supportati da una vera politica economica per l'agricoltura. Il mondo agricolo è stanco di parole e pretende fatti, decisioni e provvedimenti ormai non più procrastinabili. E' vero che il problema più attuale e scottante del settore lattiero/caseario è rappresentato attualmente dall'andamento negativo del mercato globale e da un prezzo alla stalla non remunerativo, che rischia di portare gli allevamenti al collasso, ma è altrettanto vero che chi ha sempre rispettato le regole non può tollerare oltre la disparità di una concorrenza sleale attuata da chi le quote non le ha pagate ma le ha ottenute in regalo. Così per la cerealicoltura, per esempio, non è tollerabile la reiterazione di un decreto che vieta l'uso dei concianti, quando con cifre abbordabili i costruttori sono in grado di modificare le macchine in modo che polveri vengano interrate e che si superi quindi l'accusa di danneggiare le api. E' un problema da affrontare e da risolvere, visto che la sospensione nella scorsa campagna dell'uso dei neonicotinoidi tanti danni ha causato alle colture, preda ora più che mai della diabrotica. Il provvedimento non risolverebbe certo il problema del prezzo di mercato, che ha ben altre motivazioni, ma abbasserebbe almeno i costi di produzione. Questo a breve, mentre nel medio periodo bisognerà avviare una ricerca seria sugli Ogm, basata su presupposti scientifici e non ideologici. L'elenco dettagliato delle istanze di Confagricoltura Lombardia è contenuto nel documento per la richiesta della dichiarazione dello stato di crisi per il settore predisposto alla vigilia di 'Cremona 2', l'assemblea straordinaria che lo scorso 10 luglio ha visto l'intervento, a CremonaFiere, di oltre 2.000 agricoltori lombardi. Da allora di tempo ne è passato ma, a parte la sensibilità dimostrata dalla regione Lombardia con l'anticipazione della Pac che dà alle aziende un po' di liquidità immediata, nulla è sostanzialmente cambiato e dal Ministero non è arrivato alcun segnale di disponibilità concreta. Il mondo agricolo è impegnato a puntare su prodotti di standard sempre più elevato, ma questo non basta per risolvere problemi che vengono da lontano e che sono al disopra delle possibilità di superamento da parte di una singola categoria produttiva. Iniziative come il 'funerale simbolico' dell'agricoltura e tutto ciò che seguirà, dai presidi nelle province alla grande 'trattorata' finale su Roma, hanno l'obiettivo non solo di smuovere il mondo politico, ma anche di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi di chi produce il cibo e nutre l'intero Paese. Gli agricoltori stanno rispondendo alla crisi con la reattività e l'ottimismo proprio degli imprenditori e non lasceranno nulla di intentato per difendere le aziende, per garantire il consumatore finale e per dare un futuro al settore. |