L’intervento del presidente di Confagricoltura in Piazza Stradivari: non chiediamo aiuti, ma interventi mirati Vecchioni: ‘Libero mercato e libertà di impresa’ "Cercheranno di fermarci, di dire che il nostro scendere in piazza è veterosindacalismo, mentre la mobilitazione è l'anima del sindacato e noi siamo orgogliosi di far parte di Confagricoltura e di essere italiani". Così il presidente nazionale, Federico Vecchioni, ha chiuso il proprio applaudito intervento in piazza Stradivari a Cremona. La sua presenza a fianco del presidente Francesco Bettoni ha rappresentato, come già nella trattorata di Arcore. Il mondo degli imprenditori agricoli è unito, fiero della propria libertà di pensiero, non condizionabile e pronto a mobilitarsi per garantire un futuro al settore e cibi sani ai consumatori-. "Parte da Cremona la mobilitazione di Confagricoltura, a ribadire che crediamo nella libertà di mercato e nella libertà d'impresa, L'Europa non pensa più alla produzione: siamo invece sommersi da carte e oberati da controlli che continuano ad aumentare. Qualcuno vuole chiudere l'agricoltura europea come si è fatto con lo zucchero e come si intende fare col tabacco". Così Vecchioni aveva aperto il proprio intervento, ribadendo come Confagricoltura sia a fianco degli agricoltori lombardi in una battaglia a favore di tutti. "Non chiediamo aiuti, ma interventi mirati a sostegno del settore, come avviene ed è avvenuto per l'esempio per l'auto, che pure non si mangia -ha aggiunto-. Siamo stanchi di essere additati come un settore assistito: siamo imprenditori e produciamo ricchezza. Bisogna mettere l'agricoltura al centro e la Finanziaria deve almeno renderci i soldi, che abbiamo perso in questi mesi, del Fondo di solidarietà che ogni anno siamo costretti a contrattare". Ha ribadito poi come "gli 8 miliardi per la cassa integrazione siano stati prelevati anche dalle tasche del Ministero dell'Agricoltura". Eppure ne sono stati spesi solo 1,8 e ne rimangono 6,2 disponibili. Non è vero, dunque, che manchino le coperture finanziarie e bisogna "dare i soldi a chi produce". Quanto al ruolo sindacale di Confagricoltura, "Ci sono in giro incantatori di serpenti, cantastorie e improvvisatori -ha detto- ma solo noi ci siamo battuti, anche contro il mondo politico, per la libertà di fare impresa e di fare sindacato". Altrettanto chiaro è il ruolo di tutela ambientale, spesso ignorato o volutamente misconosciuto: "L'agricoltura difende l'ambiente e con un'agricoltura florida non si verificherebbero tragedie come quella di Messina", ha ammonito, ed ha aggiunto: "Noi abbiamo il coraggio di dire che il nostro comparto non può morire ". |