Il presidente Pasquali ‘Sviluppo di agroenergie mantenendo la zootecnia’ CREMONA - Lo sviluppo della filiera agroenergetica, che nel nostro territorio può comunque avere valenza complementare e non certo sostitutiva rispetto ad una consolidata vocazione zootecnica e colturale, è sicuramente possibile e sostenibile. In Italia esistono nuove possibilità di diversificazione, legate al calo della produzione di zucchero e di oleaginose, oltreché all'abolizione del set-aside. Potrebbe esserci anche qualche sgradito effetto collaterale, come l'aumento dei costi di affitto della terra, mentre non è ipotizzabile un impatto significativo sul prezzo dei cereali in Lombardia. Occorre però fissare alcuni paletti: indirizzi ed una pianificazione chiara da parte dell'Amministrazione Provinciale, anche per conseguire un adeguato livello di sinergia tra aziende e le conseguenti economie di scala, scongiurando invece l'invasione di grandi gruppi extra territoriali interessati alla produzione di bioenergia; il mantenimento del controllo di questa operazione nelle mani del mondo agricolo; la scelta di tipologie di impianti adatti sul piano dell'alimentazione (il sistema più indicato appare quello misto, a base di liquame e colture) e delle dimensioni: non troppo grandi, in ogni casi strettamente proporzionali alle necessità di approvvigionamento dell'azienda o del gruppo di aziende. Tutto ciò dentro una strategia politico-amministrativa che agli operatori deve dare certezze, grazie a scelte strategiche chiare nel medio e lungo periodo. Queste le tesi e l'appello dei giovani agricoltori cremonesi di Confagricoltura, illustrati dal presidente Stefano Pasquali nel convegno organizzato ieri mattina da Anga Cremona in sala Stradivari. 'Agricoltura, zootecnia e rinnovabili: un connubio possibile?' era la domanda che ha dato il titolo all'appuntamento, voluto per fare il punto sugli aspetti normativi, fiscali, tecnici ed economici di una partita che si gioca sul doppio fronte della produzione di biogas e del fotovoltaico. "Un'occasione che finora è stata sostenuta più dagli istituti di credito, pronti a riconoscerla come nuova opportunità di reddito, che non dal livello politico - istituzionale", ha commentato il presidente della Libera Associazione Agricoltori, Antonio Piva. "Confagricoltura e la Libera, invece, ci hanno sempre creduto; e il compiuto decollo della nostra sezione provinciale agroenergie sarà un'ulteriore dimostrazione dell'attenzione concreta che riserviamo a questa occasione di reddito". |