Una delle edizioni più ricche di novità, presenze straniere e fermento commerciale degli ultimi anni; il punto di partenza per un rilancio del settore Scatto d’orgoglio dell’agricoltura italiana Piva: ‘Non c'è spazio per il pessimismo. Potremmo essere a una svolta’ E' innegabile che l'agricoltura e la zootecnia stanno attraversando un momento di grave crisi a livello europeo, ma dalla 64esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte si vede una luce in fondo al tunnel. La dimostrazione sta nei risultati di quest'ultima edizione: 4 giorni densi di iniziative, proposte, innovazioni, scambi commerciali e confronti su quello che è il futuro del settore primario italiano e internazionale. "Il momento di difficoltà del comparto si è protratto troppo a lungo - ha dichiarato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere. Ormai siamo a una svolta, e anche le istituzioni e le associazioni del settore hanno portato a Cremona una ventata di ottimismo. Questa edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte ha dimostrato la sua straordinaria importanza come catalizzatore di volontà imprenditoriali e tutta la voglia delle aziende di uscire dalla crisi: nelle 4 intense giornate di fiera, nei padiglioni si è notata una grande vitalità e voglia di guardare oltre. I 29 qualificatissimi convegni e seminari sono state tutte occasioni di confronti di grande spessore." E se da un lato la Fiera Internazionale del Bovino da Latte è stato uno strumento al servizio del business delle imprese (si pensi alla grande quantità di innovazioni tecnologiche presentate e ai nuovi contatti commerciali altamente qualificati), dall'altro ha rappresentato un potente megafono al servizio di un settore che non ha nessuna intenzione di farsi sopraffare dalla crisi; e questa voce è arrivata forte e chiara, come dimostrato anche dalla grande risonanza mediatica che quest'anno ha caratterizzato la Manifestazione (oltre 100 i giornalisti accreditati dall'Italia e dall'estero e 9, di cui 4 nazionali, i canali televisivi presenti). Qualcuno poteva aspettarsi un'edizione in sordina a causa della congiuntura economica, ma gli 847 (+5% rispetto alla passata edizione) marchi presenti, i 68.327 visitatori giunti da tutto il mondo, e le tante lingue che si sentivano nei padiglioni, hanno confermato che la Fiera Internazionale del Bovino da Latte può annoverarsi tra i più importanti appuntamenti al mondo per il settore. "Anche MeatItaly, il Salone della carne bovina che ha debuttato quest'anno - ha concluso Piva - è stato all'altezza delle aspettative proponendo aziende e bovini che hanno suscitato grandissimo interesse anche tra gli operatori esteri. I settori del latte e della carne, pur con le loro peculiarità, sono strettamente legati, e approfittare della Fiera Internazionale del Bovino da Latte per lanciare questa nuova iniziativa di CremonaFiere e Assocarni si è dimostrata una mossa azzeccata, soprattutto nell'ottica di valorizzare al massimo la produzione agroalimentare nazionale. Ci tengo a sottolineare che quest'anno abbiamo avuto un deciso incremento di visitatori professionali dall'estero (+11%); questo è un forte segnale dell'apprezzamento di cui gode il know how italiano, e la Fiera Internazionale del Bovino da Latte si è dimostrata lo strumento ideale per dare il giusto valore a questo nostro potenziale." Da Cremona emerge quindi una fotografia del settore a tinte più chiare rispetto agli ultimi mesi, e la Fiera Internazionale del Bovino da Latte risalta come un vero e proprio punto di ri-partenza per un rilancio del comparto in Italia e in Europa. |